Magia naturale. La ragazza invisibile.

Qui si vede la ragazza invisibile: spesso è con queste parole che certi prestigiatori, i quali si danno il titolo di fisici, annunciano al pubblico l’illusione acustica di cui intendiamo intrattenere i nostri lettori.

L’apparecchio che serve a questo esperimento di magia naturale, la cui costruzione si deve al fisico Charles, è rappresentato in prospettiva nella figura 1, in pianta nella figura 2 e in sezione nella figura 3.

Quattro montanti AAAA sono uniti alla loro estremità superiore da quattro sbarre BBBB, e da quattro sbarre simili alla loro estremità inferiore. Quattro robusti fili di ferro ricurvi aaaa partono da questi montanti e si riuniscono in c. Una sfera cava di ottone M, di circa un piede di diametro, è sospesa ai fili di ferro mediante quattro nastri bbbb. Infine, alla sfera di ottone sono fissate le estremità di quattro trombe TTTT, il cui padiglione è rivolto verso l’esterno.

Questo è tutto ciò che si vede dell’apparecchio, il quale, benché fissato al pavimento, ha tutta l’apparenza di un mobile che si potrebbe collocare in qualunque altro angolo della stanza, di cui occupa di solito il centro. Lo spettatore invitato a fare una domanda accosta la bocca al padiglione di una delle trombe e parla; subito tutte le trombe gli rispondono abbastanza forte perché la risposta sia udita dalle persone che tenessero l’orecchio vicino ai padiglioni; ma al tempo stesso il suono della voce sembra quello di un fanciullo, benché, come i nostri lettori avranno già sospettato, la risposta esca dalla bocca di una donna di spirito abbastanza colto da rispondere con esattezza alle domande, spesso sottili, che le rivolgono gli spettatori.

La sfera M e le sue trombe sono perfettamente isolate e non comunicano con alcun corpo capace di condurre il suono. Ce se ne può convincere facendo oscillare la sfera e toccando i nastri, i quali, come tutti i tessuti flessibili, sono più adatti ad attutire i suoni che a propagarli. Quanto al telaio AB, non vi si vede che un sostegno per la sfera M e una protezione contro gli urti che essa potrebbe ricevere; infine la stranezza della voce che risponde finisce di mettere in scacco l’intelligenza. Il procedimento mediante il quale si giunge così a ingannare gli spettatori per mezzo del loro stesso ragionamento è tuttavia dei più semplici. In due delle sbarre orizzontali BB, fig. 2, si trova un piccolo tubo che si apre di fronte a due delle trombe e comunica con un terzo tubo, il quale discende nel corpo di uno dei montanti B, come si vede nella figura 3, e di là sotto il pavimento ff, per penetrare poi, nella direzione fh, nella stanza N dove sta la donna invisibile. Nel tramezzo che separa questa stanza N da quella in cui si trova l’apparecchio vi è un piccolo foro, che permette alla donna invisibile di vedere ciò che accade nell’assemblea e attraverso il quale essa può ricevere segnali convenuti da parte delle persone che sono a parte del segreto. Quando si fa una domanda in una delle trombe, i suoni giungono alla donna invisibile attraverso i tubi nascosti nel telaio, che servono ugualmente a trasmettere la risposta, conferendo ai suoni quella stranezza che deriva dal loro passaggio nei tubi.

Ciò che accresce ancora la sorpresa è che quasi sempre le domande vengono fatte a bassa voce, in mezzo al rumore, in modo da non essere udite dalle persone più vicine a chi le pone, e che la risposta giunge sempre precisa e spesso resa piccante da qualche allusione a circostanze che sembrerebbero poter essere note soltanto alle persone presenti nella stanza stessa.

  Fonte “Magie naturelle. La fille invisible”, Le Magasin pittoresque, 1833, p. 264. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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