La Donna invisibile e la Ragazza invisibile.

La Femme invisible, ovvero la Donna invisibile, si trovava appena un paio d’anni fa a Parigi, e più tardi invece a Pietroburgo e a Mosca. La Ragazza invisibile fu mostrata nel 1807 a Londra da un certo Charles, e destò molto scalpore; entrambe sembrano tuttavia essere semplicemente sorelle gemelle, i cui effetti si fondano sulle medesime cause.

In una lettera al signor Nicholson dell’anno 1807, un inglese che non ha dichiarato il proprio nome ha comunicato quanto segue su quell’argomento:

«Per quanto ne so, l’esperimento acustico della Ragazza invisibile, che ha attirato a Londra tanti curiosi, non è stato ancora spiegato da nessuna parte. Vi invio perciò il disegno qui accluso e la relativa spiegazione. Gli espositori stessi custodivano il meccanismo di questo esperimento come il più grande dei segreti; ciò che ne so deriva dalle lezioni di fisica che il signor Millington ha tenuto lo scorso inverno in Chancery-lane. Io stesso vi fui testimone della perfetta riuscita dell’esperimento; e quando in seguito visitai la Ragazza invisibile, trovai che tutto corrispondeva esattamente al suo resoconto, così che sono pienamente convinto che la Donna invisibile e la Ragazza invisibile siano una sola e medesima cosa.»

«Il disegno Tav. I, Fig. 1 rappresenta l’intero apparato visibile della donna invisibile, così come si presenta quando si entra nella stanza.»

«Un telaio di legno di mogano, che ha una certa somiglianza con un letto a baldacchino, è sostenuto ai suoi angoli da quattro montanti verticali a, a, a, a, alti circa cinque piedi, uniti in cima, a due a due i più vicini, da una traversa b, b, e vicino al pavimento da due o più traverse, per dare al telaio maggiore solidità. I quattro montanti poggiano direttamente sul pavimento. Dalla sommità di ciascuno sporge un robusto filo d’ottone ricurvo; i quattro fili convergono sopra il centro del telaio, e lì si uniscono in una corona e in altri ornamenti.»

«Da questi fili pende, appesa a quattro sottili nastri, una sfera cava di rame del diametro di un piede, in modo che il suo centro si trovi esattamente nel centro del telaio; non si può dunque pensare ad alcun tubo che colleghi il telaio alla sfera.»

«In questa sfera dovrebbe dunque dimorare l’essere invisibile: la voce che si sente sembra almeno provenire dal suo interno. Per rendersi ben udibile, la voce è rinforzata dalle estremità di quattro trombe parlanti, disposte su un piano orizzontale, perpendicolari l’una all’altra, sul telaio, come si vede chiaramente nella Fig. 2, in cui d, d, d, d rappresentano le quattro trombe e b, b, b, b il telaio che circonda la sfera, il quale dista circa mezzo pollice dall’apertura delle trombe.»

«Chi vuole porre una domanda deve mettersi davanti a una di queste trombe e parlarvi dentro. Subito giunge una risposta da tutte e quattro le trombe, così forte che la si sente distintamente tenendo l’orecchio all’apertura di una di esse, e che tuttavia sembra tanto lontana e debole come se provenisse da un essere piccolissimo.»

«In questo consiste tutto l’esperimento. Per variare, si risponde in diverse lingue, si ricambia un bacio, si sente il respiro dell’essere che parla, si fa udire un canto con o senza accompagnamento di fortepiano, e altre cose simili.»

«Da questa descrizione dell’apparato, e del modo in cui con esso si esegue l’esperimento, risulta che con ogni probabilità la novità dell’illusione si fonda su un’aggiunta non molto rilevante all’antico e ben noto busto parlante. In quest’ultimo un tubo va dalla bocca del busto a una stanza vicina, dove si trova l’aiutante dell’espositore, e un secondo tubo va da questa stanza all’orecchio della figura. Quest’ultimo porta all’aiutante tutto ciò che viene sussurrato all’orecchio del busto; egli vi risponde subito attraverso il tubo che sbocca nella bocca della figura, e sembra che sia questa a parlare. La donna invisibile se ne distingue soltanto per il fatto che, per mezzo delle trombe parlanti, si produce un’eco artificiale, o piuttosto una moltiplicazione della direzione da cui si sente il suono, e che in tal modo il suono non sembra più provenire dalla sua direzione originaria, ma ne risulta del tutto invertito:»

«La Fig. 3 rappresenta l’intero apparato a ciò necessario. In uno dei montanti b b del telaio, e in una metà della traversa che vi è fissata, si trova un tubo che, nella traversa, si apre e termina verso l’interno, esattamente di fronte al centro di una delle trombe; e questa piccolissima apertura è nascosta da anelli o scanalature.»

«All’altra estremità del tubo è collegato un lungo tubo di stagno p p, largo mezzo pollice, che passa sotto le assi del pavimento f f e, attraverso la parete, entra in una grande cassa di legno d’abete k, che ha una certa somiglianza con un imbuto rovesciato ed è abbastanza ampia da racchiudere la donna complice e un fortepiano. Tutto ciò che si dice nell’apertura della tromba viene trasmesso distintamente attraverso il tubo e compreso dalla persona che siede nella cassa.»

«Inversamente, ciò che ella dice, il suo canto e il suono del fortepiano si sentono distintamente alle aperture delle trombe, ma in nessun altro punto; eppure sembra che tutto provenga direttamente dal centro della sfera. Inoltre nella parete della stanza e della cassa, in w, è praticato un piccolo foro chiuso da un vetro, attraverso il quale la persona nascosta vede ciò che accade nella stanza e può regolare di conseguenza le sue risposte.»

Un’altra spiegazione, sostanzialmente concorde con quella appena esposta, è stata data sulla Donna invisibile dal signor professor Pfaff di Kiel (vedi gli Annalen der Physik di Gilbert, vol. 28, p. 244), poiché anch’egli ebbe occasione di assistere agli esperimenti eseguiti con essa:

«Si immagini (dice il signor Pfaff) un’impalcatura di legno a quattro lati (Fig. 4), i cui 4 montanti A A A A sono saldamente avvitati in basso nel pavimento B B B, e in alto collegati tra loro da quattro traverse a a a a. Tra i montanti c’è un graticcio di bacchette di legno più sottili, così che si può guardare liberamente attraverso. Dai quattro montanti verticali salgono quattro aste metalliche un po’ ritorte c c c c, che si riuniscono in un pomo e formano come un cielo di letto; fino al soffitto della stanza D D resta poi ancora uno spazio considerevole. C è una sfera metallica da cui partono quattro trombe parlanti ricurve b b b b, che con le loro bocche inferiori poggiano sulla metà delle traverse a a a a e, insieme con la sfera, sono fissate al baldacchino per mezzo di nastri di seta d d d d. Tutto ciò è così liberamente esposto alla vista e al tatto che qui nella stanza, e in particolare nel dispositivo stesso, nulla può essere nascosto.»

«Se ora si parla in una delle ampie bocche, si ottiene una risposta appropriata, che sembra provenire dall’interno della tromba, molto chiara e articolata in modo del tutto preciso. La stessa risposta si sente a tutte e quattro le ampie aperture del dispositivo delle trombe.»

«La donna invisibile può soffiare fuori dalla tromba, e il caldo fiato che ne esce è inconfondibile; ciò richiede però, come risulta da tutto, uno sforzo maggiore.»

Se si tiene una moneta o un orologio davanti a una delle due bocche del dispositivo, la Donna invisibile indica con discreta precisione la natura dell’oggetto presentato. Essa determina il numero delle persone nella stanza, il loro abbigliamento ecc.»

«Che il suono provenga dalla stanza sottostante il pavimento su cui si trova il dispositivo, è facile da notare. Presso uno dei montanti verticali, in x, si sente il suono molto più distintamente, specialmente se ci si sdraia, e non si può non riconoscere la profondità da cui proviene.»

«Ma come giunge la voce nelle trombe? Basterebbe qui il contatto delle loro ampie bocche con le aste, e queste aste sarebbero esse stesse piene, o non piuttosto cave? Di quest’ultima cosa non si scopre nulla dall’esterno.»

«Anche se il suono articolato potesse propagarsi attraverso le aste piene, non si vede però come il fiato possa essere condotto nel dispositivo delle trombe se non attraverso un condotto. Anche la parte ottica presenta qui ancora delle difficoltà. Un’intesa tra l’unico uomo che mostra la Donna invisibile e la persona che si trova all’interno della stanza non può avere qui alcun ruolo: infatti il primo è di solito così occupato dalle domande dei curiosi che deve per forza abbandonare la sua Donna invisibile al suo destino.»

Il signor dottor Schmidt di Sondersburg, nell’isola di Alsen, osserva, a integrazione di quelle notizie (vedi gli Annalen di Gilbert, vol. 29, p. 470), che secondo la sua indagine, nel caso della Donna invisibile che era stata mostrata anche nel suo luogo di residenza, il meccanismo difficilmente era lo stesso di quello della Ragazza invisibile: poiché, nell’esame più accurato dell’intelaiatura in cui pendeva la sfera con le quattro trombe ricurve, non aveva potuto scorgere alcun tubo di quel genere.

Il signor Schmidt supponeva, è vero, un sistema di tubi siffatto nei montanti, e a questo scopo si era munito di carte da gioco, che infilò sotto ciascuno dei quattro pilastri verticali prima di rivolgere le sue domande alla Donna invisibile. Ciò però non causò alcun ostacolo nelle risposte che si ottenevano; esse erano anzi altrettanto chiare di prima: prova sufficiente che nei montanti non potevano trovarsi tubi.

Altrettanto poco potevano contenere tubi i listelli e le traverse: infatti in parte erano troppo sottili, in parte non avevano alcun collegamento con il pavimento; e per entrambe le ragioni li si sarebbe dovuti scoprire facilmente.

Il signor Schmidt crede di dover concludere dai suoi esperimenti che il parlare della Donna invisibile sia ottenuto in questo modo: in una stanza immediatamente attigua a quella in cui è collocato l’apparato si trova una persona che, in una determinata direzione rispetto all’apparato posto nell’anticamera, parla verso il pavimento di assi attraverso una tromba parlante più grande, o un dispositivo simile; per cui il suono sordo si propaga verso l’anticamera, dove i suoni, concentrati secondo la direzione stabilita, vengono captati dalle trombe della sfera e raccolti nella sfera, per poi uscirne di nuovo come sillabe articolate.

Questa supposizione merita credito per il fatto che si sa che certi suoni dell’organo, da vicino, si sentono soltanto come un ronzio sordo, ma in lontananza come suoni veri e propri. Per rendere le quattro trombe adatte a captare il suono, esse non erano diritte, ma un po’ ricurve verso il pavimento.

Un collegamento attraverso la parete che separava le due stanze, non facilmente scopribile dallo spettatore, era, secondo il signor Schmidt, assolutamente necessario; e gli sembra anche innegabile che la persona presente nella stanza in cui era collocato l’apparato, vuoi con gesti, vuoi con suoni incomprensibili agli spettatori, non restasse del tutto inattiva nella risposta alle domande. Infatti, se si teneva ben addentro alla tromba un oggetto su cui si interrogava la Donna invisibile, non seguiva alcuna risposta, e la persona presente pregava subito di tenerlo davanti alla bocca del dispositivo, così che essa era in grado di notare l’oggetto che si mostrava. Allo stesso modo, come alcuni pretendono di aver osservato, non seguiva alcuna risposta quando nella stanza non c’era nessuna delle persone appartenenti alla compagnia. Né si poteva in alcun modo percepire un caldo fiato provenire dalla sfera e dalle quattro trombe.

Si vede che qui tutto è calcolato su un’illusione ottica così come su un’illusione acustica. Se questa Donna invisibile o la Ragazza invisibile dovesse forse col tempo essere mostrata anche qui, queste notizie serviranno a preparare in anticipo gli osservatori a ciò su cui devono rivolgere principalmente la loro attenzione.

  Fonte Hermbstädt, Sigismund Friedrich, “Die Femme invisible, und die invisible Girl”, Bulletin des Neuesten und Wissenswürdigsten aus der Naturwissenschaft, so wie den Künsten, Manufakturen, technischen Gewerben, der Landwirthschaft und der bürgerlichen Haushaltung, 1809, pp. 97-106. Traduzione italiana dal tedesco. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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