Capitolo XLV. Donna invisibile.

Un medico ha appena reso invisibile una ragazza di quattordici anni. Se la fisica facesse ogni giorno simili scoperte, perderemmo in piacere ciò che guadagneremmo in conoscenze, e soltanto i gelosi potrebbero incoraggiare i progressi di questa scienza.

La giovane che si presta a questi esperimenti è rinchiusa in un forziere di vetro, e risponde alle diverse domande che le vengono rivolte; è una moderna Sibilla, i cui oracoli potrebbero riuscire assai severi per certi villani rifatti che la curiosità le conduce...... Non la si vede. Quante megere vorrei sapere al suo posto!... La si sente parlare, ed essa può dire tutto senza timore di essere riconosciuta; quante comari invidiano la sua sorte!.... Se ne sta dietro la tenda, come fanno certi personaggi; è prudente!.... Ma, giovane creatura che ti sottrai ai nostri sguardi, non credere di sfuggire così facilmente a quelli dell’amore; questo Dio penetrerà nel labirinto dove ti nascondi....... Ah! se avessi le sue ali, avrei già soddisfatto la mia curiosità. Se l’anello di Gige è in tuo potere, che faccia mille gelosi; io, più saggio, non ho mai invidiato che quello di Hans-Carvel.

O fanciulla! poiché si è potuto renderti invisibile, e non muta, bisognava dire all’artista che ti sottrae ai nostri sguardi: « Nascondendomi, darai più pregio alle mie grazie, accrescerai i desideri dei miei adoratori; e perché nascondermi, in un secolo in cui l’impudicizia mette tutto in piena luce?...... Ah! se hai il potere di rendere invisibili, dépavotise [libera dal papavero, cioè risveglia dal torpore] piuttosto lo spirito di Jacquelin, e dagli la finezza del cantore di Teo; caccia i diavoli dai nostri spettacoli, come un tempo i vescovi cacciavano le cavallette dalle nostre chiese, e fa’ sparire il sangue che copre i carnefici che hanno steso un velo funebre sulla Francia. Non velarmi, te ne scongiuro, prendi a modello le statue delle Tuileries, il quadro delle Sabines e l’abbigliamento delle ballerine dell’Opéra; sappi infine che nulla è nascosto a Parigi, eccetto ciò che accade nei nostri cuori, e che il sistema dell’invisibilità non ha veramente successo se non riguardo a ciò che i bricconi hanno l’abilità di far uscire dalle nostre tasche.

  Fonte Henrion, Charles, Encore un tableau de Paris, 1800, pp. 150-152. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

Tutto il materiale di questo sito è distribuito con Licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0