La Donna invisibile e il suo segreto svelati.

Si sa che quando Edipo ebbe indovinato la parola dell’enigma della Sfinge, quel mostro femmina, disperato di non poter più depredare i passanti, si gettò dall’alto di una rupe e perì. Non temiamo che la Donna invisibile prenda una decisione così violenta, poiché, grazie alla credula ostinazione dei babbei di tutti i paesi, che il grido della ragione ha già tentato più volte invano di disingannare, il suo regno non è prossimo a finire, e si correrà ancora a lungo a vedere le due Chimere, o piuttosto le due Comari della rue des Prêtres-saint-Germain l’Auxerrois e del Convento delle Cappuccine. Il pubblico, che non ama essere ingannato per nulla, non ama nemmeno essere disingannato gratis; bisogna dunque fargli pagare un piccolo supplemento d’imposta oltre a quella che versa di così buon grado agli sportelli che abbiamo appena indicato. Tuttavia, prima di spiegargli un mistero tanto incomprensibile quanto quello dell’ottava meraviglia; prima di strappare alla Donna invisibile l’anello che essa ha avuto da Gige, e del quale egli si servì così felicemente per rapire la moglie di Candaule, dobbiamo fare la nostra professione di fede; dichiariamo dunque, con tutta la sincerità del nostro animo, che se questo fenomeno d’invisibilità fosse stato l’effetto di una particolare disposizione di specchi riflettori, come se ne vedono esempi nella centuria delle invenzioni del marchese di Worcester, in Cornelius Dreble e nella storia degli antichi oracoli del dotto Kircher; se le parole che si odono proferire da questa Silfide fossero giunte alle nostre orecchie per effetto della ridondanza dei suoni, o per quello di un fuoco comune a due specchi concavi posti alle distanze richieste, come nel caso della Bambola parlante o dello strumento stentorofonico così noto agli antichi; se infine il soffio da cui le nostre mani sono state colpite avesse avuto origine dallo scatto di qualche molla modellata su quella del fucile a vento, la cui minima agitazione azionerebbe il grilletto e darebbe passaggio all’aria compressa, avremmo rispettato l’impiego di questi diversi procedimenti creati dagli sforzi del genio, e imitato la discrezione di cui Jean-Jacques Rousseau ci ha fatto così ben sentire il pregio nella sua storia del Giocatore di bussolotti; avremmo anzi biasimato coloro che avessero rivelato questo segreto o cercato di imitarlo: ma poiché il prodigio della Donna invisibile trae origine soltanto da mezzi di una puerilità, di una trivialità che l’autore stesso si vergognerebbe di confessare, e ai cui successi si stancherebbe di partecipare, se l’imbarazzo e la credulità degli spettatori, di cui ha compassione, non divenissero per lui un divertimento quotidiano, non ci faremo alcuno scrupolo di dissipare l’incanto che affascina gli occhi della cieca moltitudine, e crederemo al contrario di doverci fare un merito e una gloria di darle la ricetta seguente per operare il falso miracolo che ogni giorno la meraviglia, e che, se ne ingannasse più a lungo la credulità, la riporterebbe ai secoli delle apparizioni e degli incantesimi.

Abbiate a vostra disposizione due camere qualsiasi, una di sotto e l’altra di sopra, e fate in modo che a quest’ultima non si possa giungere se non per una scala segreta. Collocate in quella di sotto l’apparato ingannevole di una lunga cassa di latta sospesa a quattro catenelle d’ottone terminate da un nodo di nastri: illuminate questa lunga cassa nel mezzo con lastre di vetro, e applicate a una delle sue estremità una grossa lente ottica del tutto inutile, ma che accresce il meraviglioso della cosa. Disponete all’altra estremità della stessa cassa una scatola di latta provvista di un largo imbuto, il cui scopo è di rappresentare uno strumento acustico, ma che in realtà serve soltanto a mascherare uno dei padiglioni di un portavoce, il quale è rivolto verso il muro, e ne è separato di 4 pollici per il completo isolamento della lunga cassa. Adattate all’esterno di questa cassa delle strisce verticali di latta, che mascherino l’estremità del doppio padiglione di questo cornetto acustico; per meglio dissimulare l’uso di queste strisce verticali sporgenti, ripetetele sulle altre tre facce esterne della cassa; ponetene un’altra in senso orizzontale, dal lato del muro, per timore che chinandosi si scorga la frode, e quadruplicatela, per fingere la simmetria. Praticate nello spessore del muro della stanza bassa un incavo o scanalatura che risalga perpendicolarmente fino alla camera alta: inserite in questa scanalatura un tubo che si incurvi alla sua estremità inferiore allargandosi, e venga a terminare di fronte a quel padiglione. Ricoprite tutta l’estensione della scanalatura con un nuovo intonaco; fate che questo intonaco sia sottilissimo e forato di buchi impercettibili nel punto in cui giunge l’orifizio del tubo nascosto; o, ciò che è lo stesso, celatene l’apertura svasata con una rotella o tavoletta leggerissima, di una sostanza porosa, come la pietra pomice, in modo che non possa ostruire il passaggio del suono e del soffio. Imbiancate poi questo sottile tramezzo con acqua di calce, come tutto il resto della stanza bassa, affinché il muro abbia dappertutto la stessa tinta. Attaccate al soffitto un listello di legno di quercia forato da un’apertura longitudinale  (1)  nella quale è alloggiata una carrucola che serve da sostegno a una lampada inutile, come i tre quarti dell’apparato visibile. Collocate nella camera alta, su dei cuscini, affinché i suoi movimenti non facciano rumore, una ragazza che accosti l’occhio a questa apertura oblunga, comunicante con il pavimento della sua camera, perché possa vedere gli oggetti che si presentano al padiglione esterno del portavoce, e che li nomini poi applicando le labbra all’imboccatura del tubo nascosto. Ordinate a questa ragazza di emettere suoni senza articolarli, e di assumere inflessioni soffocate come se avesse un abbassamento di voce, per timore che parlando troppo nettamente indichi il luogo che la cela. Questi suoni, dopo essersi filtrati attraverso il piccolo tramezzo posto di fronte alla seconda apertura del portavoce racchiuso nella scatola e collocato nella sfera d’azione del loro contatto, vanno poi a vibrare nella sua tubatura, e a uscire, con moto ondulatorio, dalla sua bocca esterna, vale a dire dalla sola a cui il pubblico abbia accesso. Se la ragazza soffia invece di parlare, l’espansione laterale del suo fiato, trovandosi arrestata dalle pareti metalliche del portavoce, si muta in un’espansione diretta, che di conseguenza acquista energia nel suo tragitto, e si fa sentire sulla mano se la si avvicina al suo padiglione visibile. Velate le finestre della camera alta con una tenda assai spessa, per mantenervi la più grande oscurità e impedire che la luce del giorno, attraversando la mortasa che serve da piccolo spioncino, proietti nella stanza bassa un raggio di luce che svelerebbe l’inganno. Circondate infine l’apparato visibile con una grata d’ottone, per timore che, avvicinandosi al muro, si osservi il piccolo tramezzo; ma, soprattutto, non dimenticate di impiegare un dimostratore che non si lasci sconcertare dalla rivelazione mille volte ripetuta del suo segreto, che stanchi i curiosi con risposte diametralmente opposte alle leggi della fisica e dell’acustica, che si sgoli a forza di dichiarare che sta per traslocare e mostrare la sua donna in una camera dove le si potrà girare intorno, ma che non trasloca mai, e avrete la magia della Donna invisibile.

Malgrado la purezza dei motivi che ci hanno indotti a illuminare il pubblico e a combattere un abuso che tende a distogliere da un’applicazione utile l’impiego di un denaro reclamato a più giusto titolo dall’industria e dalle arti, non possiamo nasconderci di avere qualche rimprovero da farci; anzitutto umiliamo l’amor proprio di tutti coloro che, non avendo come noi il dono di giudicare le cose per intuizione, danno al preteso fenomeno tutt’altra spiegazione che la nostra; miriamo a diminuire sensibilmente l’incasso dell’invisibilità, il che è un delitto irremissibile; infine priviamo di un gradevole interprete una folla di bellezze l’una più amabile dell’altra, alle quali un essere invisibile prodigava, senza allarmarne la modestia, complimenti lusinghieri e tanto più sinceri in quanto provenivano dalla bocca di una donna. Che fare dunque per espiare tutti questi torti? Riversarli sull’invisibilità stessa, che invece di prendere a prestito il suo talismano dal genio dell’invenzione, l’ha cercato nella più grossolana impostura, e non ha rispettato questa verità imprescrittibile, dolus malus, quum aliud est simulatum, aliud actum. Cic.  (2) 

Spiegazione della Tavola.

A. La Donna presunta invisibile.

B. Tubo col quale essa fa udire le parole, il cui suono va a finire di fronte alla seconda apertura del cornetto acustico.

C. Seconda apertura o secondo padiglione del cornetto acustico.

D. Piccolo listello inchiodato al soffitto per sostenere una lampada inutile, e forato da una mortasa. Questa mortasa, che qui è stata resa molto più visibile di quanto non sia in realtà, attraversa il pavimento della camera alta, ed è per il piccolo spioncino che essa forma che la Donna invisibile guarda gli oggetti prima di nominarli.

E. Grata che circonda la cassa che si presume celi la Donna invisibile; benché nella tavola sia bassa, si prolunga fino al soffitto.

F. Cassa che passa per contenere la Donna invisibile e costituisce il pezzo principale del mistero.

G. Camera alta dove si trova realmente la Donna detta invisibile, benché al pubblico si assicuri proprio il contrario.

H. Muro della camera alta e della camera bassa, nel cui spessore è stata praticata una scanalatura per inserirvi il tubo di comunicazione B. Questo tubo è mostrato qui allo scoperto, benché sia mascherato da un intonaco, il quale è sottilissimo e forato di buchi impercettibili di fronte al suo orifizio inferiore, che è svasato.

Didascalia della tavola (La Femme invisible et son secret dévoilés)

Il curioso: Françoise, che cosa tengo in mano? Françoise, dopo aver guardato dal suo piccolo spioncino D. un bastone ricurvo, tutta l’assemblea all’unisono è incomprensibile!!!

Avviso al pubblico.

Presso il Gabinetto di lettura si trova un catalogo di più di 5000 volumi, che contiene le novità più recenti. Prezzo dell’abbonamento, 3 franchi al mese; prossimamente sarà aperto durante la seduta; vi si leggeranno i giornali più diffusi.

N. B. Le condizioni sono molto più favorevoli per l’anno intero, e per semestri e trimestri.

La Donna invisibile nel suo nuovo domicilio.

Invisibilia non decipiunt. Young.

Il tempo che abbiamo impiegato a smentire le asserzioni della Donna invisibile ha dovuto far credere al pubblico che ci riconoscessimo battuti, e che il suo segreto fosse impenetrabile per noi quanto per i grandi uomini di cui fa la disperazione: ora lo disinganneremo. Gli diremo dunque che, pur cercando d’illuminarlo, non abbiamo voluto urtare troppo bruscamente gli interessi di coloro che hanno fatto una speculazione di questa magia bianca, e che abbiamo creduto di dover attendere che l’oracolo della rue des Prêtres avesse sostenuto le spese del suo trasloco in place Dauphine, per riprendere la penna. Ora che il numero degli sbalorditi ha sufficientemente gonfiato l’incasso, seguiremo la Donna invisibile nel suo nuovo domicilio, e le rivolgeremo alcune domande alle quali le consiglieremo, per prudenza, di non cercare di rispondere. Le domanderemo dunque perché, dopo averci promesso, nel suo vecchio alloggio, di lasciarci girare intorno a lei quando avesse avuto un appartamento più vasto, non mantenga la parola, e persista a circondarsi di barriere che la rendono inavvicinabile. Da questa ostinazione a non lasciarsi avvicinare risulta che siamo in diritto, per ciò solo, di tacciarla d’inganno. È evidente infatti che i suoi mezzi sono oggi assolutamente gli stessi che abbiamo in precedenza svelato, e che il libretto era, più di quanto si sarebbe desiderato, addentro al segreto; eccone la prova. La grata che ora circonda la cassa è divisa in più scomparti separati da montanti di legno; due di questi montanti si trovano di fronte alle estremità laterali della cassa, e servono a sostenere la traversa alla quale essa è sospesa; una di queste estremità laterali (la destra) è inaccessibile al pubblico, per una ragione assai semplice: si trova di fronte a uno di quei montanti che recita la parte più essenziale nel nuovo mistero dell’invisibilità; questo montante è di dimensioni assai piccole vicino all’ammattonato; ma alla distanza di un palmo dal pavimento è ricoperto da un’asticella di legno del diametro di quattro dita, ed è forato in tutta la sua estensione longitudinale fino all’altezza dell’estremità laterale della cassa. Là la sua tubatura forma un piccolo gomito mascherato dall’asticella che lo ricopre, la quale a sua volta è in quel punto scavata internamente, e non presenta che una sottilissima superficie forata di buchi resi impercettibili da un braccialetto di spago. Questo braccialetto si nota a tre diverse distanze sullo stesso montante, e si ripete su quello del lato sinistro, che gli fa da pendant. Lo scopo di questa simmetria è di far credere ai curiosi che essa serva a consolidare la grata, e di nascondere l’astuzia. Il montante è anche incavato per un quarto del suo spessore di fronte alla concavità dell’asticella; e da questo doppio svasamento risulta la forma nascosta, ma reale, di una piccola campana d’oboe, o di un astuccio di binocolo da teatro chiuso dal suo coperchio. La tubatura del montante si prolunga sotto il parquet o ammattonato della stanza dove si trova la cassa, e va a comunicare con la camera di sotto, dove termina con un’imboccatura. È in questa seconda sala, poiché l’invisibilità è molto legata al sistema delle due camere, che Françoise, sospesa in un’amaca o coricata su un piccolo palco, vede attraverso piccole aperture praticate nel soffitto (si sa che basta il foro di uno spillo) gli oggetti che le si presentano, parla in quell’imboccatura, e trasmette al padiglione del cornetto acustico racchiuso nell’estremità laterale della cassa, di fronte all’asticella, le parole e il soffio che il pubblico riceve dal padiglione esterno a cui ha accesso. Il dimostratore a sua volta, parlando nello stesso padiglione, comunica alla piccola campana forata di buchi e formata dallo svasamento dell’asticella le cose cortesi di cui lo si incarica per la Donna invisibile. Il padiglione racchiuso nella cassa non è qui sottratto alla vista da strisce verticali, ma dalla lamina di latta che compone il fondo laterale della cassa, metà della quale forma un piano inclinato, ed è disposta abbastanza obliquamente da fare un’impercettibile sporgenza sull’altra, e mascherarne il doppio orifizio. È da notare che il montante del lato sinistro, che non è complice del suo pendant, è accessibile al pubblico. In rue des Prêtres era il muro a celare il tubo di comunicazione; qui è un montante coperto da un’asticella di legno; l’inganno, a dire il vero, è meglio dissimulato, ma la magia è assolutamente la stessa, e il libretto era pieno di senno e di ragione. Il lettore è pregato di ricorrervi per le ulteriori informazioni.

Abbiamo provato fino alla sazietà che il meccanismo dell’invisibilità si reggeva su mezzi assolutamente puerili, nei quali l’arte non aveva alcuna parte. Se la cieca credulità persiste a trovare più finezza in rue Dauphine che sul port au Blé, dove l’enigma si spiega benissimo per due soldi, l’abbandoneremo alla sua folle ostinazione, e, chiudendoci ormai nel più profondo silenzio, esclameremo con quell’antico filosofo: Qui vult decipi decipiatur.

  Fonte Ingannato, E. J., La Femme invisible et son secret dévoilés, 1800, pp. 5-12. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

Note

1. Se l’Oracolo del Convento delle Cappuccine non può nominare gli oggetti che gli si presentano, non è che abbia gli occhi meno acuti di quello della rue des Prêtres; ma è che, essendo costretto ad alloggiare in una camera laterale, perché il soffitto della stanza in cui si trova la cassa magica è troppo alto, si trova privo della compiacente mortasa, e di conseguenza la sua invisibilità non può vedere nulla.
2. Si è appena stabilita a Paphos un’invisibilità attorno alla quale si può girare, ma il cui stratagemma non ha nulla di più soprannaturale di quello delle altre. Poiché questo nuovo oracolo è una ragazza, e necessariamente una bellezza posta sotto la protezione di Venere, divinità del luogo, come si sa, non ne divulgheremo il segreto, e le daremo al contrario il tempo di guadagnarsi il corredo. Le faremo soltanto osservare che non avrebbe dovuto rincarare sull’astuzia delle donne, che naturalmente devono avere più finezza delle ragazze e più risorse nell’immaginazione. Il cono del suo cornetto acustico, troncato internamente presso il padiglione, lascia passare troppo bruscamente il suono della voce così come il soffio, e dà troppo presto la soluzione dell’enigma.

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