X.

La Dama invisibile; ovvero spiegazione del modo in cui si esegue l’esperimento presentato a Londra dal signor Charles e da altri. In una lettera di un corrispondente.

Poiché l’esperimento acustico della Ragazza invisibile, che ha suscitato tanta attenzione e curiosità, non risulta finora spiegato in alcuna pubblicazione, vi invio il disegno e la descrizione che seguono del modo in cui esso viene eseguito. Devo tuttavia, per giustizia, osservare che lo svolgimento di questo esperimento è stato tenuto dagli espositori nel più profondo segreto, e che le mie informazioni le ho tratte dal resoconto che ne diede il signor Millington in una delle sue lezioni di filosofia naturale, lo scorso inverno, in Chancery-lane, dove assistei all’esperimento in tutto il suo effetto; e, confrontando il suo resoconto con lo spettacolo che ho visitato in seguito, e che trovo perfettamente concorde con la sua descrizione, sono pienamente convinto che si tratti di una sola e medesima cosa. Se dunque riterrete il resoconto che vi mando degno di essere inserito nel vostro pregevole Giornale, esso è interamente a vostra disposizione, e potrà forse fornire qualche notizia e soddisfare la curiosità di alcuni dei vostri lettori.

Sono, Signore, vostro ecc.

X.

La fig. 1, tav. 2, rappresenta una veduta prospettica di tutto l’apparato visibile della Ragazza invisibile, quale appare entrando nella sala. Esso consiste in un telaio di mogano, non molto dissimile da una lettiera, con quattro montanti verticali a a a a, alti circa cinque piedi, agli angoli, uniti da una traversa vicino alla sommità, b b, e da due o più traverse vicino alla base, per rinforzare il telaio: queste sono lunghe circa quattro piedi. Il telaio così costruito poggia sul pavimento, e dalla cima di ciascuno dei quattro pilastri a a a a si dipartono quattro robusti fili d’ottone ricurvi, che convergono in alto in c, dove sono fissati da una corona e da altri ornamenti. A questi quattro fili è sospeso, mediante sottili nastri, un globo cavo di rame del diametro di un piede, in modo da escludere ogni possibile comunicazione con il telaio. Si suppone che questo globo contenga l’essere invisibile, poiché la voce sembra provenire dal suo interno; e a tale scopo esso è munito delle bocche di quattro trombe, disposte attorno ad esso in direzione orizzontale e ad angolo retto l’una rispetto all’altra, come si può vedere più distintamente nella fig. 2, dove g è il globo, d d d d le trombe e b b b b il telaio che le circonda, a circa mezzo pollice da esse. Quando si propone una domanda, la si pone da un lato qualsiasi del telaio, parlando dentro una delle trombe, e subito da tutte le trombe esce una risposta, abbastanza forte da essere udita distintamente da un orecchio accostato a una qualunque di esse, eppure così lontana e flebile che sembra provenire da un essere minuscolo. In questo consiste l’intero esperimento, e le varianti sono che la risposta può essere data in diverse lingue, può essere restituito un bacio, si può sentire il fiato mentre la voce parla, e si cantano canzoni, anche accompagnate dal pianoforte, ecc.

Una volta descritto il modo in cui si ottiene questo effetto, apparirà subito che l’intero inganno consiste in un’aggiunta assai modesta al vecchio e ben noto meccanismo del Busto parlante, che consiste in un tubo che dalla bocca di un busto conduce a un compare nascosto in una stanza attigua, e in un altro tubo diretto allo stesso luogo, che termina nell’orecchio della figura. Per mezzo di quest’ultimo, un suono sussurrato all’orecchio del busto viene immediatamente portato al compare, il quale all’istante restituisce una risposta per l’altro tubo, che termina nella bocca della figura, la quale sembra pronunciarla; e la Ragazza invisibile differisce soltanto per questa circostanza: che per mezzo delle trombe si produce un’eco artificiale, e così il suono non sembra più procedere nella sua direzione originaria, ma risulta completamente invertito. L’apparato necessario a produrre questo effetto si vede nella fig. 3, dove bh rappresentano due delle gambe del telaio, una delle quali, così come metà della traversa, è ricavata a forma di tubo, la cui estremità si apre nella traversa proprio di fronte al centro della tromba. Questo foro è piccolissimo e dissimulato da scanalature o altre modanature, e l’altra estremità comunica, mediante un lungo tubo di latta di mezzo pollice, p p, nascosto sotto le assi del pavimento, f f, e che risale, nascosto, lungo la parete della stanza, con una grande cassa di abete, k, quasi simile a un imbuto rovesciato, abbastanza ampia da contenere il compare e un pianoforte. Qualunque domanda posta dentro una delle trombe verrà subito riflessa verso l’apertura del tubo e udita distintamente da una persona nell’imbuto, e la risposta da essa pronunciata, o una canzone o un’aria suonata al pianoforte, si udranno distintamente alle bocche delle trombe, ma in nessun altro punto, e lì sembreranno provenire esattamente dall’interno del globo. Attraverso l’imbuto e la parete laterale della stanza si lascia un piccolo foro chiuso da un vetro, come in w, per mezzo del quale la persona nascosta ha modo di osservare e commentare qualunque circostanza si verifichi nella sala.

  Fonte X., “The Invisible Lady; being an Explanation of the Manner in what the Experiment which was exhibited in London, by M. Charles and others, is performed. In a Letter from a Correspondent”, A Journal of Natural Philosophy, Chemistry, and the Arts, 1807, pp. 69-71. Traduzione italiana dall’inglese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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