Torino magica
/ Mariano Tomatis
A come Arcani diversivi
Il primo articolo della serie è la matrice da cui l’intero progetto prende forma. Qui compaiono già tutti gli elementi che verranno ripresi e ampliati nelle puntate successive: la città come luogo eletto, la centralità di figure aristocratiche o altolocate, il ricorso costante al segreto come chiave d’accesso a un sapere privilegiato. Piero Femore allestisce una Torino regolata da trame invisibili, accessibile solo a pochi iniziati, e introduce fin da subito un repertorio che diventerà il canovaccio dell’intera operazione.
Sul piano narrativo, la città viene descritta a partire da un passato mitico e sacrale: Celti, Egizi, Templari, valdesi, druidi e profeti si avvicendano senza coerenza storica, perché ciò che conta non è la verifica delle fonti ma l’effetto evocativo. Questo impasto di ascendenze produce una sospensione atemporale che funziona da antidoto simbolico alla Torino del lavoro e del conflitto: una fuga immaginaria che risuona con la nostalgia reazionaria dell’epoca, tentata come oggi da un ideale «Make Torino Great Again».
A questa costruzione si affianca una forte componente elitaria. La magia cittadina viene attribuita perlopiù a salotti benestanti, a figure ben integrate nel potere locale, mentre le presenze popolari impegnate nell’occulto restano sullo sfondo come dettaglio pittoresco.
L’articolo si chiude con la figura di Gustavo Rol, scelto come garante supremo dell’intero impianto narrativo: un “padrino” ideale, investito di capacità paranormali che lo collocano simbolicamente al vertice di una gerarchia naturale del potere. In lui si concentra una forma esemplare di white saviourism: la tendenza a rappresentare un uomo bianco, borghese e benestante come portatore di una sapienza eccezionale e destinato per questo a guidare gli altri. I presunti poteri di Rol non sono solo curiosità sovrannaturali ma diventano il segno che l’élite cittadina possiede qualcosa di innato che la distingue e la legittima. L’eccezionale diventa così la giustificazione arcana di chi detiene il controllo sulla città.
L’articolo originale
Piero Femore, “Torino, la città più magica”, episodio 1, 13 febbraio 1978. (Fonte: archive.org, )
