Torino magica
/ Mariano Tomatis
P come Percezioni cosmiche
Il sedicesimo articolo non affida il racconto di un contatto con gli extraterrestri a un sensitivo professionista o a un maestro iniziatico ma a Germana Grosso, una casalinga torinese che vive una vita ordinaria. È una scelta sorprendentemente inclusiva: questa volta il mistero si manifesta attraverso l’esperienza quotidiana di una donna comune. La sua voce amplia lo spettro di chi può raccontare l’invisibile e restituisce al soprannaturale un carattere popolare e domestico.
L’universo narrato dalla contattista – popolato da civiltà stellari, disastri cosmici, basi aliene e interventi provvidenziali – appartiene al meraviglioso, ma è innervato di una paura molto concreta: quella dell’energia atomica. Nel 1978 il tema del nucleare attraversava quotidianamente informazione e politica, tra incidenti, segretezza militare, inquinamento radioattivo e timori legati alla corsa agli armamenti. Quando la donna percepisce telepaticamente la sorveglianza cosmica di civiltà benevole, pronte a impedire un cataclisma atomico, porta sul piano fantascientifico un incubo che abitava molte case italiane.
Pur in una cornice finzionale, i messaggi di Germana Grosso contengono quelli che Wu Ming 1 definisce i “nuclei di verità” delle fantasie di complotto: frammenti di realtà espulsi dal discorso ufficiale che riemergono attraverso voci esterne al mainstream. La paura del nucleare, l’opacità con cui gli Stati gestiscono gli armamenti, la sensazione che decisioni cruciali vengano prese altrove e senza controllo democratico: tutto ciò che il linguaggio istituzionale tendeva a minimizzare riaffiora nei suoi racconti sotto forma di astronavi, basi sotterranee e civiltà vigili sui nostri errori.
È qui che il debunking manca del tutto il bersaglio, gettando via il bambino insieme all’acqua sporca: liquidare tutto come delirio significa non vedere ciò che dà forza a queste visioni, ovvero la capacità di intercettare e tradurre in forma narrativa un’inquietudine collettiva che i cronisti autorizzati spesso non riescono a riconoscere o nominare.
L’articolo originale
Giuditta Dembech, “Ho parlato con gli extraterrestri”, episodio 16, Stampa Sera, 25 marzo 1978. (Fonte: archive.org, )
