Torino magica
/ Mariano Tomatis
V come Vibrazioni
Il ventiduesimo articolo rivela un po’ di stanchezza e ricicla diversi temi già trattati: l’approccio olistico alla cura che scivola nel paranormale, il fascino per le filosofie orientali e la figura del maestro evasivo, dotato di poteri ma indisponibile alle verifiche. Nel centro Mudra di Porta Palazzo, i fratelli Aloi offrono uno yoga “a due velocità”: un insegnamento essoterico fatto di posizioni e benessere fisico, e un percorso esoterico che promette il risveglio dei centri interiori e dell’energia Kundalini.
Tutto ruota attorno al lessico delle vibrazioni: energie “supersottili”, pensieri che si armonizzano, frequenze interiori che portano saggezza e serenità… e consentirebbero di volare. Come nell’articolo sulla Meditazione Trascendentale, il traino magico è di nuovo la levitazione: l’allusivo titolo “A Porta Palazzo si alzano per aria” fa riferimento ai proprietari della scuola. Invitato a staccarsi da terra, Giuseppe si sottrae, citando il poeta che ammoniva: “Non ostentare il tuo successo”.
L’articolo insiste sul contrasto tra il mercato rumoroso di Porta Palazzo e la quiete irreale che, due piani sopra, sembra sospendere il tempo. La promessa di armonia si costruisce così in opposizione implicita al disordine proletario che sta sotto, eleggendo la calma come segno di distinzione sociale oltre che spirituale. Più facile da raggiungere rispetto al monastero tibetano di Forno di Coazze, il Mudra appare come un altro rifugio dalla realtà, capace di isolare chi lo frequenta dalle tensioni e dalle inquietudini che attraversano la Torino del 1978.
L’articolo originale
Giuditta Dembech, “A Porta Palazzo si alzano per aria”, episodio 22, Stampa Sera, 6 maggio 1978. (Fonte: archive.org, )
