Anche l’illusionismo conta le sue vittime sul lavoro. La tragedia sfiorata da *** è annunciata il 13 agosto 1800 sul Courrier des spectacles, una rivista di critica teatrale. La vittima lavora per Rodolphe Jossier, artista dell’illusione famoso per la sua “statua parlante” – una figura umana in pietra che accoglie i visitatori e conversa con loro presso i giardini d’Augny.

Il segreto è nel ventre della terra: sotto la statua c’è un barile sepolto, nel quale presta lavoro il signor ***; dal minuscolo spazio parte un tubo metallico che attraversa l’uomo di pietra e finisce dietro la sua bocca. La voce della statua miracolosa appartiene al compare nascosto.

Voilà, il nostro uomo invisibile è in funzione; parla e soprattutto risponde alle domande; ma all’improvviso si ammutolisce... Lo chiamano, lo minacciano, ma invano; alla fine un impaziente Rodolphe Jossier sposta la statua, apre il barile e trova il compare privo di sensi. (1) 

Il povero *** è strappato alla morte in extremis.

Non c’è immagine più efficace per raccontare il Capitalismo.

Dello sfortunato compare ignoriamo perfino il nome. D’altronde Jossier riceve applausi e quattrini negandone l’esistenza; guai se qualcuno dovesse rivelare il trucco! L’impresa crollerebbe in un attimo, fondata com’è su un sorpruso che deve restare nell’ombra.

Così lavorano i grandi brand contemporanei. Fatturano tra i flash, proiettando un’immagine cool basata sulla rimozione del vero e unico motore dell’impresa: operaie e operai sudat* e sepolt* nei barili, la cui identità – ben tenuta nascosta – sembra non avere alcuna importanza.

Non a caso molti illusionisti contemporanei lavorano come consulenti per le aziende; con ben poca fantasia, non vendono altro che il segreto di Jossier:

Chiudi degli esseri umani in un barile.
Sfruttane senza pietà la forza lavoro.
Goditi applausi e quattrini che ne derivano.

Costoro non hanno fatto i conti con ***: sopravvissuto alla tragedia, trascorrerà il resto della vita lontano da quel barile maledetto. Raccontando i pericoli che si corrono a lavorare per individui “négociant”, interessati più al guadagno che alla dignità di chi lavora. (2) 

Lo sfortunato *** usa la sua esperienza come un detonatore, svelando impietosamente i trucchi su cui si fondano ingiustizie e soprusi della società in cui viviamo: gli stessi trucchi su cui il Progetto Mesmer – in nome dello slogan «Magia al popolo!» – intende accendere i riflettori.


Note

1. Boret, “Sur les Bustes et les Figures parlantes” in Courrier des spectacles. Journal des Theatres et de Litterature, N. 1257, 25 Termidoro VIII [13 agosto 1800], p. 3.

2. Dinamiche del genere sono molto diffuse anche nel mondo dell’illusionismo, dove agenti senza scrupoli riservano per la propria forza lavoro minuscole frazioni delle somme in ballo.