A due secoli dalla sua uscita in Germania, torna Il visionario di Friedrich Schiller in un’edizione commentata da me e Fabio Camilletti. Pubblicato nel 1789, in un’Europa sul punto di cambiare per sempre, Il visionario è molte cose insieme. È il primo capolavoro del gotico tedesco, ispiratore di imitazioni e seguiti non autorizzati. Fonda il genere del romanzo complottistico, incentrato sulle trame di società invisibili. È un libro politico, che indaga come la manipolazione di un solo uomo possa destabilizzare un paese intero. È un trattato filosofico, che sostiene come il potere agisca non sull’intelletto razionale ma sull’immaginario. Ed è, infine, un romanzo illusionistico, popolato di ciarlatani e prestigiatori, in cui la verità non è mai quella che sembra. Io e Fabio Camilletti, esperto di letteratura gotica, tentiamo di restituire questi aspetti dimenticati del romanzo di Schiller dando vita a un’inedita sinergia tra storia dell’illusionismo e storia della cultura.

In appendice: i dieci percorsi illusionistici a partire da Il visionario, che fanno di questo libro un vero e proprio “manuale di magia”.