Dupand fils, serrurier, à l’Abbaye Germain, n.° 1144

Agli autori del Journal.

Avevo appena letto, nell’Ami des Lois del 14 ventoso, che un dotto, F. M., era uscito dall’aver ammirato la donna invisibile. Io, che non sono affatto un dotto, ma un fabbro abbastanza bravo, amante delle macchine e restio a credere ai prodigi, ho voluto, il giorno stesso, vedere con i miei occhi, e credo di aver scoperto il mistero.

Quella lampada meravigliosa, che non si accende mai, è una delle basi su cui sono fondati la macchina e il suo effetto. Questa lampada è sospesa con un piccolo spago al di sopra della scatola magica. Se l’occhio segue direttamente quello spago, scorgerà nel soffitto un piccolo tassello attraverso cui passa lo spago stesso; nel tassello è ricavata una piccola mortasa oblunga, e in questa mortasa c’è un forellino rotondo praticato obliquamente, che punta esattamente verso l’imboccatura del portavoce comunicante con la scatola magica. Accostate la punta del vostro bastone direttamente a questa piccola mortasa, e qualunque domanda facciate all’invisibile, essa vi risponderà come a me: Questo mi è proibito.

La piccola Provenzale, a mio avviso, sta nel granaio sopra la stanza; guarda prima attraverso il foro del tassello, e poi mette la testa nel suo portavoce per rispondere alle domande. Inconcepibile, mi si dirà? Niente affatto. Sopra i quattro angoli della scatola magica vi sono quattro spezzoni di catena a maglie piccolissime, ripiegati in tre parti e attaccati alla scatola con dei nastri, per allontanare ogni sospetto. Nel soffitto vi sono quattro occhielli che ricevono e sostengono le catene.

In mezzo a queste catene c’è un piccolo tubo; esso è nascosto come quelle, in basso, dai nastri; sale fino in cima lungo le altre due parti della catena; lassù è innestato in una vite a occhio cava, la quale lascia alla voce un libero passaggio fino alla dimora della donna invisibile; di là il tubo ridiscende fino alla scatola magica e termina nel portavoce, che, come si sa, si trova saldato all’interno della scatola. In questo modo la vostra voce sale, e si fa udire abbastanza perché l’invisibile, collocata nel granaio, vi risponda allo stesso modo, cioè con un semplice fruscio delle labbra e senza alcuna articolazione sonora.

Ecco la mia spiegazione del preteso fenomeno. Sfortunatamente ho fatto ad alta voce le mie osservazioni; subito il padrone della curiosità si adira, me le ripaga in contanti con ingiurie, minacce e perfino vie di fatto; i presenti ne sono indignati. L’uomo, costretto allora a prendere un tono più decente, mi sfida a provare le mie osservazioni e mi propone una scommessa di sei luigi; io accetto la proposta e voglio che la faccenda sia risolta seduta stante; ma il mio uomo, sconcertato, finisce per dirmi che non voleva interrompere la curiosità degli spettatori, e che non avevo che da tornare l’indomani mattina.

DUPAND figlio, fabbro, all’Abbaye Germain, n.° 1144.

  Fonte Journal de Paris, 10 marzo 1800 [19 ventoso anno VIII], p. 744. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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