R. Charles.

Al redattore

Al redattore. Sui busti e sulle figure parlanti.

L’aneddoto che vi trasmetto è abbastanza piccante da meritare un piccolo spazio nel vostro foglio. Il fatto era dapprima piuttosto comico, ma ha rischiato di degenerare in tragedia, ed ecco perché è bene farlo conoscere. Uno di quei fisici di nuovo conio, che aspira un giorno all’onore di far parlare figure, alberi, pietre, poco importa, nel giardino d’Augny, ha voluto fare alcuni giorni fa le prove nella propria abitazione.

Ha fatto scavare una grande buca nel terreno, vi ha collocato una botte da cui partiva un tubo di latta che comunicava con una figura; fa scendere un compare in questa botte, che viene ricoperta con un’asse e un pollice di terra. Ecco il nostro invisibile all’opera: dapprima parla e risponde; ma ben presto ammutolisce... Lo si interroga, lo si minaccia, ma invano; infine il fisico Rodolphe Jossier, spazientito, solleva tutto l’apparato, scopre la botte e trova il suo compare privo di sensi. Lo portano via e, dopo molte cure, si riesce a richiamare in vita l’asfissiato. Da quel momento assai fortunato, quell’onesto bracciante, scampato alla scienza acustica del negoziante fisico, va raccontando a chiunque voglia ascoltarlo il pericolo che ha corso.

Invitiamo il pubblico, e i fisici di nuovo conio che vogliono prendersene gioco con gli esperimenti di acustica e far parlare figure, a leggere bene l’articolo sui portavoce nel secondo volume delle Récréations phisiques et mathématiques di Guyot, pagina 332 e seguenti, alla voce “Figure e busti parlanti”: vi leggeranno per esteso la loro stupefacente scoperta, talmente stupefacente che non se ne sono mai viste di simili presso alcun popolo della terra.

Boret, fisico.

Al redattore.

L’idea che ho manifestato circa la possibilità e il desiderio che avevo di allestire in mezzo al Champ-de-Mars, o in qualsiasi altra pianura, gli esperimenti di acustica, d’invisibilità e di oracoli che i curiosi e i dotti più distinti hanno visto e vengono a vedere ogni giorno con rinnovato interesse nel mio salone del passage Longueville, ha suscitato l’emulazione di persone che si sono proposte di precedermi in questa impresa.

Desidero ardentemente che il successo corrisponda alle loro attese.... Quanto a me, dichiaro di vedere con piacere sorgere una gara di emulazione che non potrà che tornare a vantaggio della scienza e a rovina delle antiche superstizioni. Spetterà al pubblico giudicare quale dei contendenti avrà assolto meglio questo compito tanto difficile quanto importante.

Nel frattempo, vogliate di grazia inserire nel vostro giornale questa nota, che mi servirà di prova di data a tempo e luogo, affinché altre persone non si impadroniscano anche del progetto che ho avanzato, di stabilire in circa un minuto una corrispondenza tra due persone, l’una a Versailles e l’altra a Parigi, che conversino tra loro come se si trovassero a brevissima distanza l’una dall’altra. Infine, ho abbastanza fiducia nelle cognizioni che ho acquisito sulle leggi dell’acustica per osare credere che nulla sarà fatto in questo genere che io non possa per lo meno eguagliare.

Saluti e considerazione,

  Fonte Le Courrier des spectacles, ou Journal des théâtres, 13 agosto 1800, pp. 3-4. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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